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Paragrafo  10  .  1953-1958:  il  logoramento  del  centrismo   e   la

maturazione di nuovi equilibri politici.

     
Gli  anni dal 1953 al 1958 sono considerati di transizione; nel  corso
di  questa  seconda  legislatura, infatti, il progressivo  logoramento
dell'esperienza centrista e alcuni importanti cambiamenti  all'interno
dei  maggiori  partiti  costituirono il preludio  ai  nuovi  equilibri
politici, che si affermeranno nella fase successiva.
     
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     Un  calo di consenso nei confronti della coalizione centrista era
emerso  gi tra il 1951 e il 1952, quando, in occasione delle elezioni
amministrative, la DC aveva perso ben quattro milioni di voti,  mentre
erano  cresciute le sinistre, il partito socialista in particolare,  e
l'estrema destra monarchica e neofascista. Per garantire continuit  e
stabilit  al  governo  centrista, la DC e i  suoi  alleati  proposero
allora  una  nuova legge elettorale, che prevedeva l'attribuzione  del
65%  dei seggi della camera al partito o ai partiti "apparentati", che
avessero  ottenuto  la met pi uno del totale dei voti  validi.  Dopo
aspri  contrasti e vivaci polemiche (le sinistre parlarono  di  "legge
truffa"),  il parlamento approv la proposta. Le elezioni si  svolsero
il  7  giugno 1953; i partiti della coalizione centrista ottennero  il
49,85%  (62,6% nel 1948) e non poterono pertanto usufruire del  premio
di maggioranza.
     Il  netto calo della DC e dei partiti di centro segn l'inizio di
un  lungo  periodo  di instabilit politica. Dopo un tentativo  subito
fallito  dello  stesso  De  Gasperi, si form  un  governo  monocolore
democristiano, presieduto da Giuseppe Pella, che rimase in carica fino
al  gennaio del 1954; segu un esecutivo presieduto da Mario Scelba  e
composto da DC, PSDI e PLI.
     Nel   frattempo  l'insuccesso  alle  elezioni  del   1953   aveva
indebolito  la  posizione di De Gasperi all'interno  della  democrazia
cristiana,   rafforzando  la  corrente  di  "iniziativa  democratica",
formata  in  gran parte da giovani dirigenti, tra cui  Mariano  Rumor,
Aldo Moro, Paolo Emilio Taviani e Amintore Fanfani; quest'ultimo,  nel
luglio  del  1954  venne eletto segretario del partito.  Pochi  giorni
dopo, il 19 agosto 1954, De Gasperi mor. Il nuovo segretario cerc di
assicurare  alla DC un pi ampio e solido peso politico, potenziandone
la  struttura  organizzativa e collocando uomini di fede democristiana
alla  guida  dei settori chiave dell'apparato dello stato, degli  enti
pubblici e delle aziende a partecipazione statale come l'IRI e  l'ENI,
della   radio,  della  nascente  televisione  e  di  vari  organi   di
informazione.
     Il  29  aprile  1955  venne  eletto presidente  della  repubblica
Giovanni  Gronchi,  esponente  della sinistra  democristiana;  la  sua
elezione,  avvenuta con i voti del PSI e del PCI e  in  contrasto  con
quanto indicato dalla segreteria del partito, metteva ulteriormente in
risalto  la  fragilit della formula centrista e sembrava dar  ragione
alla  opposizione  interna  alla DC, che  sosteneva  la  necessit  di
un'"apertura  a  sinistra",  ossia  di  un  avvicinamento  al  partito
socialista. Ad una collaborazione con la DC si mostrava d'altra  parte
favorevole  anche  il  segretario  del  PSI  Pietro  Nenni,  che   era
contemporaneamente impegnato a promuovere l'autonomia del suo  partito
da quello comunista.
     I  rapporti  tra i due partiti della sinistra si avviarono  verso
la  rottura  nel corso del 1956, in seguito alle vicende  accadute  in
Unione  Sovietica e nell'est europeo. Nel febbraio di  quell'anno,  il
segretario  del partito comunista sovietico Nikita Kruscev denunci  i
crimini  compiuti  da Stalin nell'opera di repressione  del  dissenso.
Mentre  Togliatti assunse un atteggiamento piuttosto cauto, ammettendo
gli   errori  di  Stalin,  ma  confermando  la  validit  del  modello
sovietico,  anche se nell'ambito di una "via nazionale al socialismo",
Nenni  espresse  parole  di netta condanna dell'esperienza  comunista.
Alla  fine di giugno, a Poznan, in Polonia, una rivolta operaia  venne
soffocata con una dura azione repressiva, che provoc 38 morti  e  270
feriti.  Tra  ottobre e novembre, in Ungheria, una  sommossa  popolare
anticomunista venne duramente repressa con l'intervento  delle  truppe
sovietiche. Il PCI, dopo alcuni contrasti
     
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     interni  risolti  con l'allontanamento dei dissidenti,  riafferm
il  suo  legame  con l'Unione Sovietica, approvandone l'intervento  in
Ungheria; il partito socialista invece lo defin "incompatibile con il
diritto dei popoli all'indipendenza".
     Mentre  il PSI prendeva gradualmente le distanze dal PCI,  andava
esaurendosi  l'esperienza  centrista. Caduto  il  governo  Scelba  nel
giugno  del 1955, si form un esecutivo ancora formato da DC,  PSDI  e
PLI  e  presieduto dal democristiano Antonio Segni;  questi  rest  in
carica  sino  alla  primavera  del 1957,  quando,  dopo  una  lunga  e
complicata crisi, si costitu un governo monocolore DC, con l'appoggio
esterno della destra monarchica e neofascista, guidato da Adone  Zoli,
il  cui  scopo fondamentale era quello di arrivare alle nuove elezioni
politiche fissate per il maggio del 1958.
